è rrore. ho rrore.

in cielo alle due di notte c’è un cielo che sembrano le sette di pomeriggiosera e le stelle tutte allineate in ordine educatamente in attesa di farsi guardare e ammirare ed è la notte giusta per fare cose sbagliate, la notte giusta per dirti che mi dispiace com’è iniziata, in un vuoto a perdere che abbiam consegnato troppo presto e troppo prima rispetto a quando avremmo potuto ritenerlo un vuoto a vincere un pieno a perdere. ma il cielo delle due di notte così celeste da spacciarsi per cielo del pomeriggio che gioca a nascondino colla notte e la notte s’arrende e si colora di celeste giocando a nascondino col cinismo che la contraddistingue, questo cielo delle due di notte celeste cancella cinismo mi porta a pensarti e ad annusare la mia felpa che hai appuzzolito col tuo odore d’errore che sto facendo, quell’errore che ho iniziato a errorare cogli occhi coperti e colle rotelline, colla mano stretta di chi m’accompagnava e non voleva lasciarmi la mano né togliermi le rotelle, quell’errore colla penna rossa a spirito tipo pilot tipo quelle che non si cancellano manco collo sputo della varichina.
ho studiato coi bambini la differenza tra oggettivo e soggettivo, ho capito che oggettivo non esiste, non per noi fallibili. ho pensato che il fallimento non esiste ed è negli occhi di chi vuole vedere l’oggettivo nel fallibile. sono fallibile e l’unica modalità che ha d’esistere l’oggettivo è nell’ammissione di questa mia fallibilità e tanto di cappello alla mia fallibilità e tanto di cappello a quell’errore che sto facendo se è l’errore stesso che mi mantiene in piedi col vento che cerca di spazzarmi via e piegarmi in un cielo così celeste per essere le due di notte, un cielo che ha fallito nel tentativo d’essere cielo delle due di notte e s’è lasciato influenzare da quello che saremmo potuti essere prima
di vuoti a perdere buttati via troppo presto, prima che capissi colla luce di esibizioniste stelle ordinate e guardone che l’errore vero l’avrei fatto evitando la tua puzza di errore sulla mia felpa. e manco la lavo. per oggi.