un po’ di fatti sulle femmine e delle femmine. prima parte del romanzo dal titolo: globuli rosa oppure Questo romanzo può contenere tracce di coppa malù.

stiuUn po’ di fatti sulle femmine e delle femmine. Le femmine ce ne sono di vari tipi. Tutte però c’hanno le mestruazioni tipo da piccole verso gli undici dodici anni e poi a un certo punto non ce le hanno per vari motivi alcuni felici altri tristi tipo una gravidanza o un problema ormonale oppure la menopausa e in quel caso non avranno mai più le mestruazioni e quindi bisogna sempre accertarsi di non avere assorbenti in esubero perché se no ogni volta apri il mobile li vedi e pensi sto in menopausa. Le mestruazioni vuol dire che esiste un premestruazioni che prevede bulimia tendenze suicide e omicide brufoli veri o presunti paura dei brufoli veri o presunti bulimia tendenze suicide e omicide odio indistinto nei confronti di tutti gli esseri umani soprattutto maschi e poi ancora bulimia tendenze suicide e omicide. Ma le femmine non sono solo le mestruazioni e il premestruazioni perché sono anche il post mestruazioni e quindi sono fanciulle dolci e simpatiche che non ucciderebbero mai nessuno manco un moscerino anzi se uccidi un moscerino davanti a una fanciulla quella ti dirà sei una persona orribile e poi però la fanciulla tranne quelle un po’ animaliste da sola in camera uccide il moscerino e solo che c’ha la tendenza materna forte e quindi poi lo chiude in un fazzoletto pentita e ogni tanto va a guardare l’atrocità compiuta pensando vabe dovevo. Le femmine hanno sempre una giustificazione a tutto. Le femmine hanno sempre ragione. Le femmine hanno sempre ragione sia sulle altre femmine che e soprattutto su quegli esseri moscerinici che sono i maschi. I maschi non hanno mai ragione. Hanno ragione solo se ti danno ragione e anzi in quel caso la vicenda si fa complicata e potrebbe verificarsi un misanderstunding che non lo so come si scrive ma non c’è problema perché le femmine trovano comunque un modo per risolverlo al massimo scoppiano a piangere e diventano orribili col muco e gli occhi gonfi e iniziano a blaterare. Le femmine da sole in camera hanno molti dubbi e pensano alle cose della vita ad esempio ai maschi poi pure ai maschi e se avanza tempo ai maschi. Le femmine in camera colle amiche hanno molti dubbi e pensano alle cose della vita ad esempio ai maschi poi pure ai maschi e se avanza tempo ai maschi. Ma hanno ragione ad avere molti dubbi e pensare alle cose della vita ad esempio ai maschi poi pure ai maschi e se avanza tempo ai maschi. Le femmine hanno sempre ragione.fine prima parte.

e l’ostia mi fa schifo e poi in inverno fa freddo per sposarsi in estate fa caldo in primavera non sai cosa metterti in autunno pure e le stagioni quelle sono. sottotitolo subliminale: dhfhfoeohnd rehornlsdiosdf.

del catechismo non ho alcun ricordo tranne che non ci volevo andare e l’aria fredda e cimiteriale della stanzetta della chiesa adibita a stanzetta del catechismo. potrei aver subito bullismo al catechismo ma non me lo ricordo perché non ho ricordi del catechismo tranne che non ci volevo andare e le ragazze più grandi di me che sembravano volerci molto andare e si fidanzavano coi catechisti maschi grandi e diventavano poi a loro volta catechiste. negli anni ottanta andare al catechismo si usava anche in famiglie non cattoliche come la mia si usava come fare i punti della mulino bianco e del latte silac e della pasta divella e come gli scontrini che si raccoglievano per comprare sedie a rotelle ai bisognosi di sedie a rotelle. si usava pure apostrofare i bambini ghei come mezza femmina e scansarli e dire quello è mezzafemmina e poi manco ridere ma proprio stare spaventati. ci si spaventava facilmente a quei tempi i tempi del telefono col filo e i gettoni e la cabina telefonica sotto casa mia e una via semivuota piena del minimo indispensabile per non spaventarsi troppo. il filo più di così non si può allungare. lo zaino dell’invicta il libro di musica la diamonica colla saliva il flauto verde coi disegni disegnati col pennarello i cuori i nomi dei fidanzati immaginari le telefonate anonime ti amo e chiudo e sei troppo piccola per me e ma ti sei visto quanti brufoli c’hai non sei mica come mark dei take that il poster nell’armadio i take that si sono sciolti a piangere fortissimo colle lacrime finte a bagnare cioè. scrivevo poesie colle rime cuore amore e su quaderni a quadretti io odio i quaderni a quadretti per quello quelle poesie erano brutte che manco cioè le avrebbe mai pubblicate una volta ho detto che me l’avevano pubblicate su cioè e che m’avevano chiesto di tenere una rubrica fissa per dare sconsigli. una volta ho messo la saliva sugli occhi per fingere di piangere per amore per un fidanzato che mi ero inventata. dopo la cresima finalmente il catechismo era finito e ho pensato mò che non ci devo andare più quasi quasi ci vado chissà mi fidanzo con un catechista maschio grande e divento catechista a mia volta e mi bagno gli occhi coll’acqua santa fingendo di piangere per un catechista maschio grande. poi c’avevo troppo da fare le telefonate anonime ai maschi non catechisti per andarci e non ci sono andata più e l’ostia me la facevo dare in mano e poi la buttavo o la mettevo in tasca. il filo più di così non si può allungare.

borin

la triste storia di candito e uvetta che un giorno decisero di emigrare in un pandoro che tutti dicevano là si sta bene vi piacerà molto. ma poi dissero no, noi restiamo nel panettone. sottotitolo: pure se non sono i tuoi preferiti, nel duemiladiciotto prova ad assaggiare almeno un’uvetta e un candito, se non ti piacciono li sputi nel fazzoletto, se non hai un fazzoletto vai in bagno colla scusa del virus intestinale oppure che ne so dì che ti piacerebbe tanto assaggiarli ma sei allergico. io ti ho dato alcune indicazioni,mò basta.

la felicità degli altri è come l’uvetta i canditi piace a pochi ma a quei pochi piace proprio moltoalt. la felicità degli altri è come il nocciolo d’un frutto, lo puoi spolpare moltissimo o lasciarci molta polpa attorno, non importa, non puoi addentarlo, ti faresti male e allora non esiste che mi faccio male se ho la mia felicità e mi basta, è di mascmellous, morbida e chimicissima, ma morbida e comoda da addentare, non ha noccioli, nemmeno uvetta e canditi, non mi fa male ai denti e al cuore, ai denti forse sì, ma non esiste se ho la mia felicità e mi basta, è di massa per focaccia, morbida, piace a tutti, l’importante è quello, non so se piace anche a me, ma piace a tutti, non ha noccioli, sì, le olive senza noccioli, cioè se a voi piace coi noccioli ce li metto, eh, ma mi basta.

la felicità degli altri è come sulla metro in un paese straniero le bocche si muovono e parlano e non si capisce che dicono sono solo bocche che si muovono e parlano e potresti provare a guardarle muoversi e parlare e capire perché lo fanno e com’è farlo, ma non esiste che perdo tempo se posso ascoltare l’unica lingua che so parlare che so capire quella di quando sei infelice e posso dirti che starai meglio e posso dirti che ci sono, fa niente se non ci sono, su uozzap resta memorizzato il messaggio di quando t’ho detto che ci sarei stato. quant’è comoda l’infelicità degli altri, come un cuscino comodissimo o il divano i pomeriggi di natale i film di amore di natale colla donna in carriera che snobba l’amore e poi grazie a un incantesimo snobba la carriera e trova l’amore. è comoda come un farmaco aperto dal lato non del bugiardino come la prima pagina che scrivi di un quaderno nuovo con una penna nuova, lascerai quel quaderno a metà, forse ti limiterai a scriverne la prima pagina, ma quant’è stato comodo scrivere quella prima pagina e dirti che ho io la soluzione giusta per te, per i tuoi guai, usciamo e andiamo a bere fino a vomitare, parliamo male di tutte le persone che conosciamo fino a non sapere più di chi parlare e iniziamo a parlare male di noi perché la felicità degli altri sta dietro il filo spinato e i vetri rotti e l’uvetta e i canditi e non  mi voglio sporcare le mani o tagliarmele per chiederti come stai se la risposta è benissimo grazie. per te una fetta di pandoro, grazie.

alpi vi ho apprezzato molto perché era estate però in inverno sicuramente cambierò idea. francia sei molto lunga per i miei gusti e hai delle autostrade molto scomode e potresti aumentare l’occupazione giovanile impiegando qualcuno ai distributori di benzina. spagna ti voglio molto bene, le tue autostrade sono simili alle nostre tranne quelle del nord e della liguria e però si mangiano troppi carboidrati e il caffè fa schifo e non voglio ritornare sull’annosa questione del bidet.

C’erano le alpi grandissime e google maps a dire avenue come se fossimo negli stati uniti e c’era l’attentato e tutti a chiedere come stai non tutti, alcuni. gli altri stavano a cambiare la foto profilo coi simboli della spagna oppure a scrivere una cosa di vicinanza alle vittime o di odio agli attentatori oppure semplicemente non gliene fregava niente. alpiC’era la signora francese al ristorante vicino al mare ma non proprio accanto al mare e ci ha dato dei baci quando le abbiamo detto Giosi non ci vedremo più e il marito era in cucina a gridare e noi pensavamo ma roba di pistola o coltello come andrà a finire e c’era chi di noi diceva col coltello chi colla pistola io ho detto pistola ma senza pensarci perché stavo pensando alle persone come Giosi che ti danno i baci quando te ne vai e pure quando resti e che pure se non ti danno i baci quando te ne vai e quando resti sono buone gentili come le alpi grandissime a farci ombra sulla strada come quell’ignorante della signorina di google maps a dirci la strada coll’accento di heather parisi. c’era il mare colle onde di lato e le persone sulla riva a ridere di noi colle onde di lato e la sabbia due chili nel costume. e c’era il sole ma c’erano le persone di amore  grandissime come le alpi d’estate che se hai paura dei fuochi di artificio scappano con te non fa niente se è una sciocchezza scappano nella folla se hai paura del vento rallentano se hai paura degli attentati a barcellona  ti dicono ma a barcellona è impossibile che fanno un attentato e poi vabe succede e ti dicono vabe ma noi stiamo a platja d’aro mica a barcellona a platja d’aro non succede e tu ci credi ancora e vabe mò meno male che i terroristi non vivono in funzione di screditare queste persone e poi gliela fai pesare giusto mezza giornata sta bugiona poi vai avanti e ti fai raccontare un’altra bugia tipo che tu non morirai mai non ci sarà