sull’ irreversibilità del processo di entropia e vendo braccialetti usati come nuovi contattatemi ore pasti. sottotitolo: il destino suona sempre due volte.

i braccialetti di vari colori quelli che se si spezzano il desiderio s’avvera. come quella volta che il braccialetto si spezzò e non ricordavo più il desiderio che avevo espresso e allora pensai quando s’avvera non hai bisogno di ricordare qualcosa che non hai bisogno di desiderare più. fu quella volta presumo a sancire la mia credulonità nei confronti dei braccialetti di vari colori quelli che se si spezzano il desiderio s’avvera.  l’avveratore di desideri, il signor avveratore di desideri o la signora avveratrice di desideri.  francamente credo si tratti più d’una donna che d’un uomo ma perché non me lo vedo un uomo che si mette colla lista di desideri di tutti i piciacchi e le piciacche del globo e i vecciardi e le vecciarde del globo e i medi e le medie del globo a segnarli tutti su una moleskine gigante. poi stanno i desideri dei braccialetti di vari colori quelli che se si spezzano il desiderio s’avvera; i desideri del soffio di candeline e i desideri delle stelle cadenti. queste tre le tipologie di desideri che s’esprimono in momenti ben definiti e ritualizzati, ma poi stanno i desideri che s’esprimono così alla cazzo tipo in una persona iperdesiderante come me mediamente quelle centoquindicimilavolte all’ora.

allora. il signore e la signora avveratori di desideri, ho deciso mò che in due è più semplice e magari le lingue pensieriche che non conosce uno conosce l’altra e magari lei segna e lui coglie o lei coglie e lui segna se è più veloce lui a segnare, passano la loro vita a segnare i desideri nostri comodissimi e passivi esprimitori di desideri. a me non sembra giusto, ma qualcuno doveva pur farlo. come quella volta che ho espresso i desideri così forte  e cogli occhi così chiusi che mi venivano gli occhi cinesi a furia di desiderarli e poi vedevo i nodi dei braccialetti di vari colori che se si spezzano il desiderio s’avvera rinsaldarsi sempre più. a me non sembra giusto, ma a qualcuno debbono pur non avverarsi i desideri.

come quel giorno che mi soffocava il polso a furia di braccialetti di vari colori quelli che se si spezzano il desiderio s’avvera e mi soffocava il cuore a furia di desiderare le indesiderabilità e m’accorsi che c’avevo più braccialetti di vari colori quelli che se si spezzano il desiderio s’avvera d’un venditore al dettaglio di braccialetti di vari colori quei farabutti che non si spezzano mai e dissi toglietemelisubitobasta. non ero arrabbiata quel giorno. tutt’altro. il signor e la signora avveratori di desideri avranno brindato allo sbattone toltogli quel dì e sicuro stanno riservandomi un dono bellissimo d’avveramento di desiderio deritualizzato.

scd

idealizzo ergo sei. sottotitolo: di tutti i baci che ci siamo dati, il più bello non ce lo daremo mai.

la storia di me che ti penso a caratteri cubitali e tu mi pensi a caratteri cubitali per il tuo ego. la storia cominciata male di me che ti penso pensarmi a caratteri cubitali per il tuo ego. la doccia in estate plurime docce. senza i si scrive. se lo scrivi colla i ti dà errore e ti dai pena la doccia plurima mi lavo la puzza del tuo ego colla spugna quella che raschia e pure collo scrub. forse non funge. la prossima volta compro uno scrub da centosei euro e una spugna di quelle che raschiano però serie e mi lavo di te non solo l’ego, ma ti tolgo la maschera che t’ho vestito addosso quella bellissima d’uomo del cuore d’uomo che m’ama pure se la notte quando non riesco a dormire mi dondolo in verticale e mi sveglio col mio russìo da caffettiera anni ottanta. d’uomo che m’amerebbe pure se non mi dondolassi e non russassi, d’uomo che mi guarda dormire immobile e irrussante e pensa l’amerei pure se dondolasse com’una pazza insonne dondolante che per il suo stesso russare si sveglia e controlla che tutt’intorno sia irrussato ‘l mondo. mi lavo colla pietra pomice il piacere di sentirti raccontarmi di quanto il mondo si regga su ossimori legittimati tipo potere al popolo e la massoneria, come sai raccontarmi bene tu i fatti della bacimassoneria mentre mi distraggo a pensare che come dici tu massoneria nessuno l’ha detto mai. e mi distraggo a pensare alla giovine italia e alla maestra marsico che m’idealizzava come la migliore della classe, leggi tu che sai leggere bene,
leggi ad alta voce e per tutti. ma mi vergogno a leggere ad alta voce. non ascoltatemi, non ascoltatela. non sono la migliore della classe. m’idealizza ergo sum. non ascoltarmi mentre ti dico cogli occhi di caramello bollente inerme e che quando ti sfiora è già freddo e indolore che ti vorrei poter volere per sempre e parlarti di quando quella volta la giovine italia e la maestra marsico m’idealizzava ergo ero. se avessi un solo gettone ti chiamerei e ti direi coi clacson di sottofondo e scampoli di scirocco accarezza peluria ti direi ho un solo gettone e volevo dirti che tutti i baci che ci siamo dati ce li siamo dati perché te l’ho voluti dare io tutti i baci che non ci siamo dati non ce li siamo dati perché non me l’hai voluti dare tu.  fra un secondo non ci sarai più m’abituerò ai tasti gonfi del 5110 e poi al touch screen e non ci sarai più. sarai solo un solo gettone idealizzato ergo eri.