dado mani. o forse dado menica. o forse dado polefestedibarmizvah

ho tirato i dadi. se viene dispari non ci amerò più. se viene pari ci amo ancora, così impari. ho tirato i dadi. pareva proprio dadomaniun quattro con una pallina in più immezzo. sì, tipo un numero che inizia colla c e finisce colla inque. per un attimo fui confusa non ricordavo quali fossero i pari e quali i dispari. allora ricapitolando: 1 è sicuramente pari quindi due dispari quindi tre pari e di conseguenza il cinque, quello che sembra un quattro con un pallino in più immezzo è sicuramente un pari. dai non scherziamo su ste cose. forse è il contrario. l’uno è dispari il due pari il tre numero primo e numero perfetto e numero di dio e i suoi compari e numero degli anni di gesù moltiplicato per undici e poi c’è il quattro e il suo gemello eterozigote cinque. pertanto il cinque dovrebbe essere un finto dispari. dunque un pari. dunque ci amo ancora. dai non scherziamo su ste cose. il cinque è un numero dispari. ho controllato su google numeri. c’era scritto il cinque è dispari e non ci amo più. ochei. si sa che quelli di google numeri sbagliano spesso però non posso esimermi dal credergli. quindi ricapitolando: non ci devo amare più. e colla consapevolezza che google numeri ne sa in fatto di numeri più di me e che google numeri sicuramente sta barando perché mi vuole e colla consapevolezza che le pellicole non esistono più posso solo salire al livello successivo. al primo piano ci stanno le pellicole e i dadi tirati. al secondo le pellicole non ci sono più e ci sta il cinque. al terzo ci sta il bianchetto, al quarto il pennello gigante per stenderlo e al quinto il coraggio di intingerlo per cancellare i righi e i quadretti del quaderno del mio amarci. scriverò tutto storto. così impari. e dopo il quinto col pennello in una mano il bianchetto nell’altra i dadi nella tasca e ho provato a cancellare quel pallino in più ma poi si vedeva comunque grigio e non potevo barare io, non sono google numeri io, e col quaderno del mio amarci sotto l’ascella scendo al pian terreno giù giù dove ci sei tu e ci sono io in una pellicola mentre ci amo e ci proteggo dalla verità che non ci ama e non ci protegge e col grosso pennello e ‘l grosso bianchetto inizio la durissima opera di cancellarti riuscendo magari pure a guardarti negli occhi. così impari a non averci amato pure tu. bù. facchiù.