e l’ostia mi fa schifo e poi in inverno fa freddo per sposarsi in estate fa caldo in primavera non sai cosa metterti in autunno pure e le stagioni quelle sono. sottotitolo subliminale: dhfhfoeohnd rehornlsdiosdf.

del catechismo non ho alcun ricordo tranne che non ci volevo andare e l’aria fredda e cimiteriale della stanzetta della chiesa adibita a stanzetta del catechismo. potrei aver subito bullismo al catechismo ma non me lo ricordo perché non ho ricordi del catechismo tranne che non ci volevo andare e le ragazze più grandi di me che sembravano volerci molto andare e si fidanzavano coi catechisti maschi grandi e diventavano poi a loro volta catechiste. negli anni ottanta andare al catechismo si usava anche in famiglie non cattoliche come la mia si usava come fare i punti della mulino bianco e del latte silac e della pasta divella e come gli scontrini che si raccoglievano per comprare sedie a rotelle ai bisognosi di sedie a rotelle. si usava pure apostrofare i bambini ghei come mezza femmina e scansarli e dire quello è mezzafemmina e poi manco ridere ma proprio stare spaventati. ci si spaventava facilmente a quei tempi i tempi del telefono col filo e i gettoni e la cabina telefonica sotto casa mia e una via semivuota piena del minimo indispensabile per non spaventarsi troppo. il filo più di così non si può allungare. lo zaino dell’invicta il libro di musica la diamonica colla saliva il flauto verde coi disegni disegnati col pennarello i cuori i nomi dei fidanzati immaginari le telefonate anonime ti amo e chiudo e sei troppo piccola per me e ma ti sei visto quanti brufoli c’hai non sei mica come mark dei take that il poster nell’armadio i take that si sono sciolti a piangere fortissimo colle lacrime finte a bagnare cioè. scrivevo poesie colle rime cuore amore e su quaderni a quadretti io odio i quaderni a quadretti per quello quelle poesie erano brutte che manco cioè le avrebbe mai pubblicate una volta ho detto che me l’avevano pubblicate su cioè e che m’avevano chiesto di tenere una rubrica fissa per dare sconsigli. una volta ho messo la saliva sugli occhi per fingere di piangere per amore per un fidanzato che mi ero inventata. dopo la cresima finalmente il catechismo era finito e ho pensato mò che non ci devo andare più quasi quasi ci vado chissà mi fidanzo con un catechista maschio grande e divento catechista a mia volta e mi bagno gli occhi coll’acqua santa fingendo di piangere per un catechista maschio grande. poi c’avevo troppo da fare le telefonate anonime ai maschi non catechisti per andarci e non ci sono andata più e l’ostia me la facevo dare in mano e poi la buttavo o la mettevo in tasca. il filo più di così non si può allungare.

borin

con certi sconcerti ai concerti. sottotitolo: come il profumo del sugo della domenica, però di giovedì.

ad un concerto che poi non era un concerto ma una serie di concerti ho rischiato d’esser scambiata per una docente o la mamma di un concertista o la mamma giovanile d’un concertista o la sorella molto maggiore d’un concertista o una trenteppassenne non studente. però c’avevo una felpa col cappuccio e le converse taroccate e una cosa da bere nella mano e la sigaretta. no, ma la sigaretta non vale. la sigaretta è dei grandi con stipendio, il tabacco è dello studente. e la converse taroccata non vale. lo studente risparmia sulle sigarette, ma la converse dev’essere original. la felpa col cappuccio nemmeno vale. lo studente c’ha la maglietta colla stampa e non ha mai freddo, la felpa col cappuccio è anni novanta oppure è da comunità di riabilitazione. la cosa da bere nemmeno vale. lo studente si porta la bottiglia di plastica col mischio di vodka e lemon o di coca e rum o di un altro mischio a scelta. non ha soldi per acquistare dai bar dei concerti se no poi le converse original come se le compra.ai concerti puoi incontrare mille e uno tipologie di individui. ai concerti puoi incontrare le groupies convinte colle gonne giro vagina e i capelli bicolor e bitaglio che si agitano tarantolate in prima fila sbracciandosi per farsi notare dai cantantessi o dal batterista. le groupies vogliono sempre i cantantessi o i batteristi. io voglio sempre il più sfigato del concerto, quello che se ne sta lì a suonare anacronistico inconsapevole, l’intruso del gioco cerca l’intruso della settimana enigmistica, lui. le groupies convinte colle gonne giro vagina e i capelli bi-tutto son le prime a batter le mani se il concertante dice sullemaaani geeenteee e le prime a pogare se ‘l pogo ha inizio e le prime a cadere quando ‘l pogo ha inizio e le prime ad andarsene ‘ché mamma non mi compra l’aifon cento se non torno a casa a quest’ora. Ai concerti puoi incontrare le fotografesse dal suffisso per nulla rappresentativo del ruolo che svolgono in suddette situazioni. Le fotografesse sono le più fighe e quelle più volute ai concerti. Belle o comunque carine e comunque vestite colle camicie attorcigliate in vita e i gins attillati e senza volto. Le fotografesse ti passano avanti e possono tutto sono le fotografesse hanno le camicie attorcigliate in vita e i gins attillati e poi non hanno un volto devi farle passare e indovinare l’obiettivo dell’obbiettivo. Obiettivamente se fossi una fotografessa fotograferei le fotografesse dei concerti e non i concertanti. ai concerti: la fila in bagno, la cistite del giorno dopo della pipì trattenuta, la chiacchiera con quello che sta in fila prima di te, la speranza che quella chiacchiera si trasformi in se ti scappa puoi passare avanti, la speranza delusa, la fila in bagno e la cistite del giorno dopo della pipì trattenuta e d’una chiacchiera vana e che dimenticherai dopo mezzo secondo e che ricorderai il giorno dopo colla cistite. ai concerti: non si sentiva la voce, si sentivano solo gli strumenti, si sentiva solo la voce, non si sentivano gli strumenti, il cantante è bravo, il cantante è un cesso, quel cantante è un figaccione, quel cantante è la copia di quell’altro cantante figaccione, il chitarrista immerso nei suoi pensieri, il chitarrista troppo pavoneggiato, il chitarrista ai falò beve gli avanzi di quelli che bevono, fa l’amore con gli avanzi di quelli che fanno l’amore con i non avanzi. Ai concerti mi diverto a guardare la gente che va ai concerti. Le sigarette, la felpa col cappuccio, le converse taroccate e il cocteil nella mano.

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