se son rose, fioriranno in vasi di mogli tradite da mariti traditori. sottotitolo: diffidare di chi voleva più bene all’ape maia che all’ape magà, quella bellina dell’ape magà. pipurrà.

non mi piacciono i fiori, li trovo inutili ornamenti che puzzano di cimitero, regali di mariti traditori a mogli tradite che preferiscono riempire vasi dal discutibile gusto estetico che ammettere d’aver sposato l’uomo sbagliato o quello giusto per riempire vasi dal discutibile gusto estetico, ma tu regalami un fiore di quelli bianchi e gialli oppure solo bianchi tipo margherite o di campo, che non profumino troppo e non rimandino ai cimiteri, lo metterò in un bicchiere della nutella o in una tazza o forse dimenticherò di dargli l’acqua e diventerà un onesto fiore secco che non nasconde i piedi nell’acqua. gli abbracci, manco quelli m’aggradan granché, li trovo ostentanti e sdolcinati e doppiogiochisti e diffido degli abbracciatori facili e odio l’iniziativa abbracci gratis perché se potessi ti darei cento euro per non farti pensare nemmeno lontanamente di venire ad abbracciarmi per strada mentre sovrappensiero passeggio evitando gli sguardi e gli aliti estranei di passanti shoppinghisti, ma tu abbracciami, di quegli abbracci spezza ossa e ripara cuore, fallo pure e ricambierò con un abbraccio molesto da koala buono. e sono una che sbriciola pezzi di pane su tovaglie di lusso e bicchieri a righine e senza mettere il tovagliolo sulle gambe ci si pulisce la bocca perché per quello esistono i tovaglioli o per taschini di ricchi signori e sono una che sbriciola pezzi di se da lasciare su tovaglie di lusso che camerieri solerti butteranno via in cestini raccogli briciole. ho bigliettini da visita scritti su carta igienica viola col numero scritto colla penna che si cancella scritto con rossetto da due soldi che va via dopo otto bonssecondi o coll’inchiostro simpatico che a me sta per niente simpatico a dir la verità.  e poi se riesci a leggere richiamami, richiamami se riesci ad apprezzare la carta igienica viola e a ridere alle battute dell’inchiostro simpatico e se mi abbracci sta attento a non toccarmi perché poi ci credo e non c’è niente da crederci perché non mi piacciono i fiori e gli abbracci e poi subito dopo mi piacciono e perché sbriciolo pezzi di pane su tovaglie costose e ho paura dei tuoni del vento degli incendi e debbo sapere sempre dov’è situato il bagno e ho freddo ai piedi al naso e alle mani. e se mi abbracci fallo di quegli abbracci bianchi e gialli, tipo margherite o fiori di campo quelli coi petali alternati per un m’ama m’ama m’ama m’ama, m’ama.

 

 

eqquindi?

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